La spada - di Maria Antonia Belgio

La spada ha una lama a doppio filo che rappresenta i due possibili modi di agire (bene/male). La sua dualità contiene il maschile e il femminile, uniti in un unico oggetto ed è da questa unione di opposti che la spada trae la sua forza.
Essa è un archetipo di forza e giustizia (nell’Apocalisse di Giovanni è rappresentato il Verbo Personificato dalla cui bocca fuoriesce una spada a doppio taglio i cui due fili taglienti stanno a significare il duplice potere di giustizia: combattere il male e difendere i giusti). Essa, inoltre, rientra nei simboli assiali: la sua forma verticale congiunge la Terra al Cielo, il Basso all’Alto.

“Prendete la spada dello Spirito”.
La cerimonia iniziatica ha un momento specifico, l’investitura a Cavaliere, poiché solo i Cavalieri possono portare il Mantello bianco e la Spada.
L’investitura viene fatta con l’imposizione della Spada e, in questo contesto, essa nelle mani del Commander può definirsi una Lama di Luce, un fulmine celeste che purifica il postulante, cacciandone i demoni, allontanandolo dalle tenebre e trasmutandolo in un essere pronto a ricevere.
Colui che costituisce un Cavaliere non trasmette l’Iniziazione come emanazione di una forza spirituale personale (a differenza di quando si impongono le mani), ma come anello di congiunzione regolare con il Centro iniziatico o Tradizione primordiale. La Spada, allora, rappresenta il potere regale Cristico dell’iniziatore che impone la purificazione al postulante affinché possa indossare il Mantello.
La Spada diviene fuoco e con la sua fiamma trasmuta l’adepto in oro.
Ecco, allora, che si possono interpretare i tre colpi di spada come un tentativo di aprire le tre porte della Kundalini, quella a sinistra e quella a destra che portano ai canali sottili e quella al centro che apre il canale del serpente e porta all’apertura del loto cranico “dai mille petali”, riempiendola di ogni forma di benedizione e pura conoscenza in sé.
Un gesto di tale amore da poter essere assimilato al gesto compiuto da Dio al momento della Creazione. Paragonabile – come spada interiore e spirituale – al corpo umano, dalla testa al coccige, che è la punta della lama. Il pomolo e l’impugnatura rappresentano la testa e il collo, dunque l’elemento di equilibrio e di controllo (la lama è bilanciata dal pomolo). La guardia rappresenta le spalle e la clavicola, elementi questi di protezione e controllo. La lama, infine, come la spina dorsale incanala l’energia vitale e mistica attraverso la pratica.

Ma il simbolo della spada segue una lettura a tre vie a seconda dei punti di riferimento individuabili:
1) discendente, la spada con la punta verso il basso, dal Commander all’Iniziato, potere sacro che scende e redime con il fuoco;

2) ascendente, la visione della Croce, dall’adepto al Commander, che diviene accettazione consapevole della redenzione, attraverso l’assunzione del suo peso; 3) successivo ribaltamento virtuale dato dal Cavaliere che, con il suo giuramento, moralmente l’impugna con la punta verso l’alto, incarnando la volontà di lotta contro i nemici del Tempio.

L’Iniziato, infatti, riceve sulla spalla non la Spada ma la Croce, da cui subisce una trasformazione potente che accetta coscientemente baciandola al suo centro.
E’ importante questo atto di sottomissione alla Croce: in questo modo si acquisisce e si accetta un nuovo orientamento, si viene legati al cielo e alla terra proprio identificandosi con il suo centro ideale, poiché tale centro è luogo sacro dove si compie la redenzione e si imbocca la via eterna. Ricordiamoci che un altro simbolo templare è il cerchio con un puntino al centro ed ecco che la Spada è anche difesa del Centro iniziatico, della Spiritualità contro la materia.

Ecco, allora, in sintesi, la triplice trasformazione contestuale del simbolo della Spada:

  1. 1)  la Spada in sé (visibile);

  2. 2)  la Spada che si trasforma in Croce (invisibile);

  3. 3)  la Spada che si purifica e si trasforma in Spada-Croce al servizio del Sacro

(l’armonizzazione dei due piani precedenti).
Dunque, come axis mundi collega i due mondi, quello terreno e quello celeste, rappresentando il perno superiore attorno al quale ruota ordinatamente il mondo, con ciò riproducendo l’albero del mondo.

Spada + Croce + Uomo divengono, nello stesso momento, un unico simbolo di interconnessione potente e significativa.
La spada è foriera di trasformazione e ciò la rende simile ad un’operazione alchemico-trasmutatoria, trasmutazione che porterà l’uomo dall’Io al Sé, dal mercurio al fuoco, alla luce o alla conoscenza pura che dissolve l’oscurità dell’ignoranza, ad un traguardo che lo elevi, portandolo più vicino a Dio. Saggezza, giustizia e chiarezza sono anche gli attributi del Logos come principio sommo della razionalità celeste nonché del potere tremendo della forza divina, il cui simbolo per eccellenza è il sole il Sol Invictus nel quale si rispecchia il Cristo

Cosmocratore. Quindi la Spada, come arma solare, ha il potere di distruggere le forze delle tenebre e del caos. Nella Genesi (3,24) si narra che Dio avesse posto due cherubini armati di spade di fuoco che fanno eternamente roteare a guardia del sentiero che conduceva all’albero della conoscenza, rappresentando così il moto dell’universo nell’eterno divenire. Usata contro i demoni dello Spirito, la sua lama è lucente come la Luce che discende dall’Essere Supremo. Nella Sacra Bibbia, la Spada è il simbolo del Verbo, del pensiero attivo, creatore.

La Spada è, quindi, un simbolo di Iniziazione Superiore, la via del sangue, la fusione tra azione e meditazione, tra coscienza e conoscenza, brandita da un braccio pregno di energie superiori, elevate, spirituali. La spada del cavaliere è il Cavaliere stesso, il suo Io nell’allegoria tra corpo e anima, ma solo dopo una iniziazione superiore, armato della spada spirituale, potrà elevarsi a definirsi Guerriero sacro, un Cavaliere Sacro. Egli ha scoperto la sua spada interiore, fatta di equilibrio, tenacia, consapevolezza, integrità ed onore. Ed essa ha il compito di difenderci dai demoni del nostro inconscio, dalle forze oscure, negative che abitano dentro di noi.

Nella simbologia templare, la Spada è impugnata da colui che combatte innanzitutto una guerra interiore per il dominio su se stesso e per il raggiungimento di livelli superiori di conoscenza e spiritualità. Non è il potere della lama che uccide , ma è un fuoco di luce e di amore, è il fuoco del sacrificio che trasmuta il fuoco collerico e rigenera l’uomo aprendolo alle potenzialità dell’infinito. E’ così che il potere regale della Spada, connesso al potere divino della Croce, porta alla guarigione dell’anima dell’individuo e introduce quei semi di Luce e di coscienza e conoscenza (fuoco dello spirito Santo) che guideranno l’uso della Spada lungo un percorso di difficile trasformazione interna.

Solo così consapevole il Cavaliere può indossare il mantello bianco, metterlo sulle spalle, circondare la base del collo, allacciarlo. Dopo lo stato di nerezza, l’individuo-materia, agendo su se stesso, si trova in cammino verso la realizzazione dell’Opera, verso la pietra filosofale, protetto dal bianco Mantello sacro che gli indica il percosso alla scoperta del proprio Graal.


A noi
L’immagine della perfezione è il Sole; se lo prenderemo come modello,
nel desiderio di illuminare, riscaldare e vivificare tutte le creature come fa lui,
ci trasformeremo in profondità.
La nostra luce, il nostro calore e la nostra vita non eguaglieranno mai quelli del Sole,è evidente, ma il solo desiderio di acquisirli
ci proietterà nelle regioni celesti
dove compiremo prodigi.
Sarà il desiderio di donare la Luce,
il calore e la vita del Sole
a renderci più luminosi,

più calorosi e più vivi.

L’Ufficiale Ospitaliere

Maria Antonia Belgio

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