Presentazione di Gesù al Tempio – La “Candelora”
giorno 2 febbraio 23 alle ore 19 presso la Chiesa dell’Itria a Reggio Calabria in onore alla festa della Candelora la Commenda San Giorgio rappresentata da numerosi Cavalieri e guidata dal Commendatore Stefano Repaci ha partecipato alla celebrazione con devozione.
Anticamente questa festa veniva celebrata il 14 febbraio – 40 giorni dopo la Festività dell’Epifania
Oggi la Chiesa Cattolica celebra la Festa della Candelora il 2 Febbraio, giorno in cui si benedicono le candele e che coincide con la presentazione al Tempio di Gerusalemme del Bambino Gesù “luce per illuminare le genti”.
La Festa della Candelora.
Cavaliere G. Aloisio
Il 2 febbraio, 40 giorni dopo il Natale, cade la festa conosciuta con il nome popolare di “Candelora”, con la quale si celebrano due episodi evangelici, due atti devozionali compiuti dalla Sacra Famiglia nel Tempio di Gerusalemme quattro decadi dopo la nascita di Cristo per rispetto della legge mosaica: la Presentazione di Gesù al sacerdote e la Purificazione rituale della puerpera Maria.
Cosa significa questa parola in relazione a questi racconti sacri?
La parola “Candelora”, deriva da “candela” e allude al fatto che in occasione di questa festa il popolo riceve in chiesa ceri benedetti, che vengono accesi e trasportati fuori in processione per poi essere conservati nelle case.
Le fiammelle di quelle candele hanno un significato simbolico correlato alla Presentazione di Gesù al Tempio, raccontato nel Vangelo di Luca (2,22-39) e in particolare alle parole dell’anziano sacerdote Simeone quando riconobbe nel Bambino il salvatore: “luce per illuminare le genti e gloria del tuo popolo Israele”.
L’idea di Cristo come “luce” ricorre anche all’inizio del Vangelo di Giovanni “In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini; la luce splende nelle tenebre, ma le tenebre non l’hanno accolta” (1, 4-5).
È questo concetto della “luce” della salvezza cristiana quello simboleggiato dalla cerimonia delle candele accese: come l’anziano Simeone fu il primo a “riconoscerla” nel Tempio, così nelle chiese erano i sacerdoti a consegnare ai fedeli quelle luci, che poi le diffondevano a illuminare ogni famiglia e ogni angolo della città.
Noi Cavalieri Templari dobbiamo, con i nostri comportamenti ed il nostro esempio, fare di tutto per tenere viva questa Luce che ogni Cristiano ha dentro di sé per poter regalare ai nostri Figli una società migliore che sia sempre più radicata nella Fede nella Speranza e nella Carità le Virtù che sono scolpite nel Cuore di ogni Cavaliere di Cristo.
















